Lo spazio bianco di Francesca Comencini

Maria,insegnante di italiano in una scuola serale di Napoli, vive da sola, senza genitori nè amanti. Tra una confidenza all’amico Fabrizio e un ballo in discoteca, trascorre i pomeriggi al cinema, dove incontra Pietro, ragazzo padre in preda a una crisi isterica dek figlioletto. I due si frequentano, hanno una relazione e Maria rimane incinta. Alla notizia, il compagno non ne vuole sapere, rifiuta di partecipare alla gravidanza, non vuole prendersi responsabilità e quando la bambina nasce prematura, Maria dovrà affrontare il calvario dell’attesa completamente da sola. Maria aspetta che sua figlia nasca, o muoia. E se c’è una cosa che Maria non sa fare è aspettare. E’ per questo che i tre mesi che deve affrontare, sola, nell’attesa che sua figlia Irene esca dall’incubatrice, la colgono impreparata. Abituata a fare affidamento esclusivamente sulle proprie forze e a decidere con piena autonomia della propria vita, Maria si costringe ad un’apnea passiva che esclude il mondo intero, si imprigiona nello spazio bianco dell’attesa. Ma questo sforzo di isolamento doloroso consuma anche l’ultimo filo di energia a disposizione: la bolla di solitudine in cui Maria si è rinchiusa è messa a dura prova e alla fine esplode. E’ necessario che Maria salvi se stessa per riuscire a salvare la bambina. Non c’è che una soluzione: consentire al mondo di irrompere nella propria esistenza e concedersi il privilegio di ritornare a vivere. E così inventarsi la forza per accompagnare Irene alla nascita.

Film bello e ben girato dove i momenti più drammatici vengono ben dosati con altri più leggeri. Mi ha dato, inoltre,  modo di capire maggiormente cosa può provare una mamma che ha un bambino prematuro con mille ansie e paure che si moltiplicano ma allo stesso tempo la grande gioia di vedere nascere nuovamente il bambino.
Bravissima Margherita Buy il film commovente e merita di essere visto.

Lo spazio bianco di Francesca Comenciniultima modifica: 2009-11-10T23:00:00+00:00da lemanidilili
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