La doppia ora di Giuseppe Capotondi

Sonia viene da Lubiana e fa la cameriera in un hotel. Guido è un ex poliziotto e lavora come custode in una villa fuori città. Si incontrano per caso in uno speed date. Lui è un cliente fisso. Per lei è la prima volta, e si vede. Poche parole, un’istintiva attrazione. In pochi giorni imparano a conoscersi, ad aprirsi, a svelare le proprie ferite. Sono sul punto di innamorarsi… quando Guido muore. Improvvisamente, durante una rapina nella villa che dovrebbe custodire. Sonia si ritrova da sola a elaborare un lutto di cui non riesce a trovare il senso. E di cui alcuni addirittura la ritengono responsabile. Mentre il passato di Sonia ritorna, con tutti i suoi nodi non risolti, la realtà che la circonda comincia a collassare, fino a crollarle addosso. Tutto inizia a cambiare, ogni certezza si sgretola e nessuno è più lo stesso. Nemmeno Sonia. Chi è veramente? E soprattutto, è davvero Guido quello che lei continua a vedere, al di là di ogni plausibile logica, o è solo la sua mente che vacilla? E cosa farà quando le verrà offerta una seconda occasione? Le risposte arrivano solo alla fine, in un continuo capovolgimento di eventi.

Se mi chiedeste il primo aggettivo che mi viene in mente per questo film sarebbe difficile…… si proprio difficile, nel senso che se all’inizio pensi di capire tutto alla fine resti con i dubbi e vorresti aver visto, forse, un finale diverso……
Comunque il film è molto ben girato con suspance e colpi di scena che gioca con l’ambiguità del carattere dei personaggi e delle loro vite collegandolo al passare del tempo e fissando dei paletti nei numeri doppi delle ore 05.05 – 14.14 – 23.23 e via così.

Comunque il film è molto ben girato pieno di colpi di scena e suspance.

La doppia ora di Giuseppe Capotondiultima modifica: 2009-11-17T23:20:00+00:00da lemanidilili
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